MILLELUCI, il Varietà dei Varietà

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Milleluci è senza ombra di dubbio, il miglior Varietà realizzato, nella storia della nostra televisione. È la storia del varietà, a partire da quello radiofonico. Il progetto iniziale vedeva Mina come unica conduttrice, a fianco di Alberto Rabagliati, famosissimo cantante degli anni 40/50. E come soubrette, Raffaella Carrà, che Mina stessa aveva voluto nel programma. Ma Alberto Rabagliati venne mancare improvvisamente dopo la registrazione della prima puntata. A quel punto la Carrà divenne Co-conduttrice del programma, ed ebbe un enorme successo personale. All’epoca si parlò molto di una grande rivalità tra le due primedonne. Era la prima volta che alla conduzione dello show del sabato sera c’erano due donne. Ambedue famosissime, provenienti tra trasmissioni che allora facevano 30 milioni di ascolti. Erano le regine incontrastate del sabato sera. Furono in tutto 8 puntate di poco più di un’ora, andate in onda dal 16 marzo all’11 maggio con una media di ascolto di 26,5 milioni di telespettatori. Per Mina fu l’ultima trasmissione, infatti dopo quattro anni, nel 1978 si ritirò definitivamente dalle scene.

L’unico neo della trasmissione, che non è da imputare né agli autori e tantomeno alle conduttrici, è che è stato registrato in bianco e nero. Certo nel 1974, in Italia non c’era il colore, ma la RAI, già prima di Milleluci registrava a colori. Infatti nel 1973 andò in onda Dove sta Zaza ‘ con Gabriella Ferri, Oreste Lionello, Pippo Caruso, Pippo Franco ed Enrico Montesano, che venne trasmesso ovviamente in bianco e nero, ma era registrato a colori. Purtroppo non ci è dato conoscere i motivi che hanno portato a questa scellerata decisione, dei dirigenti Rai, soprattutto dall’allora presidente Ettore Bernabei, che 20 anni dopo fondo la Lux Vide, che oggi è la casa di produzione dei più grandi successi della fiction targata RAI, come Don Matteo. Anche lo spettacolo Mazzabubu’del 1975, sempre con Gabriella Ferri, venne registrato a colori, mentre Bambole non c’è una Lira con Isabella Biagini, Loredana Bertè, e l’esordiente Christian De Sica, del 1977 di nuovo in bianco e nero. Misteri che nessuno i spiegherà.

Come dicevo, Milleluci, ebbe un successo strepitoso, grazie soprattutto alle due prime donne, ma anche ai tantissimi ospiti, mai visti così tanti, in una trasmissione. Ogni puntata, era dedicata ad un aspetto preciso dello spettacolo. La prima puntata, fu dedicata alla radio, e ai direttori d’orchestra, e a tutti grandi protagonisti come Jula de Palma, il Quartetto Cetra, Alberto Rabagliati. E ancora Corrado e Franca Valeri due grandi protagonisti che nacquero con la Radio, prima di diventare quelli che poi sono diventati. Monica Vitti il Cafe’ Chantant furono i protagonisti della seconda puntata. Gli interventi di Monica Vitti sono tra i momenti più belli di Teche Teche Te. Alla Rivista, era dedicata la terza puntata. La Rivista è stata sicuramente lo spettacolo piu popolare negli anni 40/50. I più grandi artisti venivano dalla rivista. La Regina incontrastata era Wanda Osiris. Con lei hanno debuttato artisti del calibro di Sordi. Il grande Totò, Anna Magnani, Nino Manfredi e tanti altri, prima che nel cinema erano famosi nella Rivista. Senza, ovviamente dimenticare Gino Bramieri, Carlo Dapporto, Macario e le sue donnine. La televisione venne festeggiata, nella quarta puntata assieme ad Adriano Celentano, Mike Buongiorno, le Gemelle Kessler. In ogni puntata ci si superava in costumi, scenografie e soprattutto coreografie. Mina e la Carrà, presentavano e duettavano con gli ospiti in numeri che sono rimasti nella storia della televisione.

La quinta puntata era dedicata all’Avanspettacolo. L’Avanspettacolo era, in fondo, come la Rivista, ma più povera nelle Scenografie nei costumi. L’avanspettacolo girava più nei piccoli centri, nei paesi più lontani e scomodi, dove spesso si veniva pagati in natura, non pagati per nulla. Anche dall’Avanspettacolo nacquero personaggi che poi hanno fatto carriere straordinarie, come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Nella sesta puntata, Paolo Poli, Gianfranco D’Angelo, Paolo Villaggio e Cochi e Renato fecero rivivere il Cabaret, che negli anni 70/80 divenne un genere di enorme successo. Le ultime due puntate furono dedicate all’Operetta, al Circo, al Musical e alla Commedia Musicale, genere dove l’Italia non ha eguali grazie soprattutto alla Ditta Garinei & Giovannini.

Per fortuna, tutto questo capitale culturale non è andato perduto. Grazie a Raiplay oggi possiamo rivedere questi momenti, e questi grandi artisti del passato. Artisti con grandi talenti che sono diventati mostri sacri del mondo dello spettacolo, grazie anche alle lunghe gavette che hanno fatto. Un patrimoni così, meritava di essere girato colori.

Salvatore Caracciolohttps://www.casacaracciolo.it
Un Blog a 70 anni? Chissà quante persone si faranno questa domanda. Chi si crede di essere, diranno altri. Che presuntuoso, diranno in coro alcuni. Tranquilli, dico a tutti, non racconterò nulla, e non dirò niente su tante cose, anche se ne avrei da raccontare su molti. Continua

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