Non siamo comici, ma paraculi

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Tra i tanti cambiamenti che la nuova società ci impone , soprattutto dopo lo strapotere dei social, c’è anche quella della Comicità. La parola comico ha molte sfaccettature, a volte è un aggettivo, a volte un sostantivo, e che spesso viene usata impropriamente. Il compito del comico è allietare, divertire, affidandosi all’ironia, alla intelligenza, e soprattutto deve avere dei buoni testi, scritti da veri autori. Nel passato, tranne rari casi, ci si affidava a dei veri autori che scrivevano appositamente per il comico i testi da recitare, o al massimo gli si dava il famoso canovaccio, che permetteva molta improvvisazione. Ma nella Comicità televisiva e cinematografica, anche i grandi comici seguivano di solito il copione. Uno dei comici insuperabile e i superato è il grande Totò, uno dei pochi in grado di grandi improvvisazioni. La famosa scena della lettera in Totò è la Malafemmina del 1956 è un capolavoro assoluto, un misto di testo e improvvisazione, che, se ci fosse una scuola per comici, dovrebbe esserne l’emblema. Certo avendo accanto un altro grande come Peppino De Filippo, tutto era più facile. In televisione, tutto veniva scritto, provato e riprovato più volte, sia se il programma era in diretta o se era registrato, e i risultati era fenomenali. Walter Chiari, il più grande affabulatore della storia della TV, il surreale Raimondo Vianello, con Sandra Mondaini, Paolo Panelli, Bice Valori, Ugo Tognazzi solo per fare alcuni nomi hanno fatto scuola. Una Comicità pura, senza alcuna volgarità. Ma purtroppo i tempi cambiano, e cambia anche la Comicità. Dicono che è il segno dei tempi, che è cambiato il nostro linguaggio, il nostro modo di approcciarci alle modernità, e quindi la Comicità deve essere più attuale e più attuale , deve raggiungere più persone possibili. Cose sacrosante se quella che i nuovi comici ci propinano fosse vera Comicità. La maggior parte dei nuovi comici oggi proviene dalla TV, e devo dire che ce ne sono di validi, vedi Antonio Albanese, Ficarra e Picone, che dal piccolo schermo sono passato al grande, anche con successo. Ma il fatto che una trasmissione fa un certo ascolto, o un film incassa molti milioni di euro non vuol dire che sono prodotti di qualità,o che tra 20, 30 anni faranno ridere i nostri nipoti. La nuova leva io li chiamo “Paraculi”. In senso figurato “Paraculo” viene definito “Colui che sa abilmente volgere a proprio favore una situazione, o fare comunque il proprio interesse”. Il più grande in questo senso è Luca Pasquale Medici in arte Checco Zalone che fa anche il regista. I suoi film sono campioni assoluto di incassi, Che bella Giornata, ha superato i 40 milioni di euro , Quo Vado ne ha incassati 65, mentre Tolo Tolo soltanto 46 milioni. Ma incassi stratosferici non significa per forza qualità del prodotto. I suoi film prendono spunto dalla realtà, ma poi, a mio avviso, prendono altre rotte. Cadono nel banale e nella volgarità con battute che, almeno a me, non fanno ridere. Comunque è sempre sul pezzo, sull’attualità, ma sempre con gli stessi parametri. In questi giorni impazza sul web con milioni di visualizzazioni un suo video, La Vacinada. Ovviamente se ne parla molto in tutti i salotti televisivi.

Al ritmo di bachata, il solito Lumacone Zalone che qui si chiama Oscar Francisco Zalon, corteggia una Vecchia Signora che è stata vaccinata. E tutti ad applaudire, a commentare entusiasticamente, e a vedere un invito alla vaccinazione. Onestamente nel testo, almeno io, non ho colto nessun invito, se non un bieco sfruttamento della donne, in questo casa una Donna Vecchia”.La canzone è cantata in finto spagnolo facendo l’imitazione di Julio Iglesias e canta così. Tiene la zinna un pochino calada, ma non fa nada, ma non fa nada, e la caviglia un pochito gonfiada, ma non fa nada, ma non fa nada, Quando se mueve suave e sensual pare che il femore sia original”.E ancora “Miro al tu cuerpo da cineteca con l’anticuorpo dell’AstraZeneca stanoche se freca”. E ancora “È non me importa si trovo al matino, el tu sorriso sul mi comodino, sei la regina, l’unica dea,porque alla guerra ogni buco è trincea”. Non sono sicuramente un bigotto o un moralista, ma termini come “stanoche se freca” che significa che stanotte si scopa, oppure dire di una donna che “ogni buco è trincea” non mi sembra affatto divertente, anzi. Ma la paraculaggine di Zalone tocca il massimo con la protagonista, la vecchia con le tette calate, con le caviglie gonfiate e tutto il resto, che è una delle più grandi attrici del mondo, che parla molto bene l’italiano e che ama il Salento dove possiede una casa, Helen Mirren.

A me Zalone non da ridere affatto e continuo a dire che è un Gran Paraculo.

Salvatore Caracciolohttps://www.casacaracciolo.it
Un Blog a 70 anni? Chissà quante persone si faranno questa domanda. Chi si crede di essere, diranno altri. Che presuntuoso, diranno in coro alcuni. Tranquilli, dico a tutti, non racconterò nulla, e non dirò niente su tante cose, anche se ne avrei da raccontare su molti. Continua

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