Cinema e Omosessualità. Prima parte.

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L’omosessualità nel cinema è sempre stata trattata in modo diverso, sia dagli attori che dai registi. Nonostante ciò, a seconda del periodo, il tema omosessuale è stato trattato spesso. Certo non in maniera esplicita, almeno all’inizio. Già negli anni 20 e 30,ad Hollywood si comincia ad accennare qualcosa in film come Algie The Miner del 1912, The Soilers del 1923, e Wandered The West del 1927. I riferimenti erano vaghi, non c’erano riferimenti specifici. Infatti i riferimenti erano, i modi eleganti ed estremamente educati, magari un pesante trucco dell’attore, con sottilissimi baffi, o un carattere remissivo. Ma nel 1930 Marlene Dietrich nel film Marocco provoca, il primo grosso scandalo, interpretando una cantante di cabaret, che travestito da uomo, bacia sulla bocca una donna tra il pubblico. Fu il primo bacio gay della storia del cinema. Nel 1932 nel film Sangue Ribelle appaiono i primi uomini con sembianze femminili, che ballano. La Dietrich divenne da subito una icona gay insieme a Greta Garbo che ne La Regina Cristina del 1933, da alla figura della Regina un’impronta molto mascolina. Il successo delle due dive venute dal freddo, comincia a preoccupare il finto perbenismo americano. Si creano commissioni di censura dai nomi La Legione della Decenza, o La Lega delle Donne, che tagliavano tutte le scene che secondo loro erano oscene o indecenti. Fu in quegli anni che Hollywood da l’approvazione alla creazione del Codice Hays, dal nome del suo fondatore Bill Hays. Per quasi 30 anni la censura era autorizzata a cambiare scene, dialoghi e trame che “offendevano” il Codice Hays. L’omosessualità era ritenuta offensiva. E proprio per questo che in molti film, veniva messa in sordina, anche se nei libri da cui venivano tratti i film era una componente importante. Infatti il film Giorni Perduti del 1945 è completamente diverso dal libro, mentre nel film Odio Implacabile del 1947 dove originariamente era la storia era un omicidio di omosessuali, divenne un film sull’assassinio degli ebrei.

In quegli anni l’omosessualità era femminile. Bisogna aspettare i primi anni 70 per quella maschile. Il Codice Hays ovviamente impediva comportamenti espliciti, e quindi l’omosessualità veniva presentata come perversa e depravata, come la signora Denvers , la governante del film Rebecca, la prima Moglie diretto da Alfred Hitchoock nel 1940, o in Chimere del 1950 dove Lauren Bacall era una bisessuale, distruttiva e disordinata. Hitchoock nel 1948 in Nodo alla Gola presenta una delle prime “coppie”di omosessuali, ovviamente sempre in maniera allusiva, che uccidono un loro compagno per confermare la loro superiorità nell’organizzare il delitto perfetto, nascondendo la loro vera personalità. Nel 1958 Richard Brooks dirige Paul Newman ed Liz Taylor in La Gatta sul Tetto che Scotta, che immediatamente attira le attenzioni del Codice Hays. Infatti la tematica omosessuale, che nella commedia di Tennesse Williams è chiara nel film come al solito è sparita, quasi del tutto . Quello tra Brick, il personaggio di Newman campione di football e Skipper compagno di squadra morto suicida era più di una amicizia, e l’autodistruzione di Brick ne è una prova evidente. Non bastano le bugie di Maggie la Gatta, superbamente interpretata da Liz Taylor, a calmare turbamenti che portano Brick a rifugiarsi sempre di più nell’alcool. Nel 1959 un altro capolavoro sempre tratto da un lavoro teatrale di Williams, Improvvisamente L’estate Scorsa, dove una madre Katharine Hepburn, non accetta assolutamente l’omosessualità del figlio Sebastian, che nel film non appare mai, e promette un milione di dollari ad una clinica psichiatrica per un trattamento di lobotomia su sua nipote, interpretata da Liz Taylor, perché è l’unica testimone su una spiaggia della Spagna, dell’assassinio di Sebastian ad opera di “un branco”. Il tutto ovviamente rappresentato con le condizioni del codice Hays.

Il 1968 non fu solo l’anno delle grandi rivoluzioni giovanili, della contestazione e dell’assassinio di Martin Luter King, ma fu anche l’anno dell’abolizione del famigerato Codice Hays, e infatti il cinema comincia a respirare aria nuova. Sono passati 40 anni dal famoso bacio gay di Marlene Dietrich, quando esce nel 1971 Domenica Maledetta Domenica con la regia di John Schlesinger che due anni prima aveva diretto uno dei capolavori della storia del cinema, Un Uomo da Marciapiede. È la storia di uno strano triangolo, un intreccio sessuale tra un medico ebreo , un designer industriale bisessuale , e una consulente aziendale. Non voglio spoilerare il film, che oltre ad essere bello e molto interessante, interpretato da due grandissimi attori Peter Finch e Glenda Jackson, mostra per la prima volta due uomini che si baciano. Ho visto il film appena uscito in un cinema di Torino, e ricordo ancora i mormorii e i commenti degli spettatori. Glenda Jackson è stata la prima attrice ad aver interpretato più volte film a tematica omosessuale. Nel 1969 con Donne in Amore diretta da Ken Russell vince il suo primo Oscar. La storia ambigua ruota tra i rapporti di due coppie, compresa anche quella maschile interpretata da Olivier Reed e Alan Bates. Nello stesso anno di Domenica Maledetta Domenica, che ebbe la candidatura al Premio Oscar come Migliore Attrice, interpretò la Moglie di Ciaikovskij, avida e delusa dai comportamenti omosessuali del marito musicista, nel film L’Altra Faccia dell’Amore nuovamente diretta da Ken Russell. Nel 1974 vince il suo secondo Oscar con un film decisamente diverso, Un Tocco di Classe.

La foto di copertina è tratta dal film La Gatta sul Tetto che Scotta, con Paul Newman e Liz Taylor . Quella centrale ritrae Marlene Dietrich in Marocco. Liz Taylor in una scena di Improvvisamente l’estate Scorsa. In basso, il famoso bacio di Peter Finch in Domenica Maledetta Domenica. Alan Bates, Oliver Reed e Glenda Jackson in Donne in Amore. Glenda Jackson è Richard Chamberlaine in L’Altra Faccia dell’amore.

Salvatore Caracciolohttps://www.casacaracciolo.it
Un Blog a 70 anni? Chissà quante persone si faranno questa domanda. Chi si crede di essere, diranno altri. Che presuntuoso, diranno in coro alcuni. Tranquilli, dico a tutti, non racconterò nulla, e non dirò niente su tante cose, anche se ne avrei da raccontare su molti. Continua

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