“IL FILO INVISIBILE”, CI RACCONTA LA VITA DI UNA FAMIGLIA “INGARBUGLIATA” ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN FIGLIO ADOLESCENTE.

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“Una nascita è il risultato della complicità di milioni di persone, uomini e donne, legati da un filo invisibile, e anche un po ingarbugliato”. Sono le parole di LEONE, un giovane figlio adolescente, che ci parla della sua famiglia alla fine del film IL FILO INVISIBILE, diretto da MARCO SIMONE PUCCIONI. Dopo l’uscita in pochissime sale, è disponibile su NETFLIX. LEONE ha 16 anni, è un adolescente con tutti i problemi che hanno gli adolescenti. La scuola gli dà il compito di realizzare un video per parlare della famiglia, e anche dei diritti civili . LEONE insieme a un suo compagno di scuola e di avventure, comincia a raccontare la sua “famiglia ingarbugliata”. Infatti LEONE, ha due padri, e una madre surrogata che vive in America. I genitori di LEONE, sono SIMONE e PAOLO, una coppia gay, che decidono di avere un figlio, sono regolarmente sposati, da una madre surrogata. Hanno un’amica americana DEDE, che accetta di portare il grembo il figlio concepito con un “cocktail” del seme di entrambi. LEONE nasce in CALIFORNIA, e cresce tranquillamente a ROMA, in un ambiente benestante. Al 20esimo compleanno di SIMONE e PAOLO, succede qualcosa che scompiglia l’apparente felicità e tranquillità, e fa scoppiare la coppia. Di conseguenza anche quella di LEONE viene travolta dagli eventi . Quella vita, apparentemente perfetta e patinata , si sgretola e si ingarbuglia, vengono a galla tradimenti e risentimenti, desideri e speranze, rimpianti e accuse. In pratica come in una normale coppia, che in una fase della vita si trova a prendere importanti decisioni, per andare avanti. LEONE oltre alla situazione della sua ingarbugliata famiglia, deve affrontare quella che ogni adolescente affronta. Il sesso, i sentimenti e tanto altro. In un momento di “follia” LEONE ha un incidente, e viene portato in ospedale, dove gli altarini vengono scoperti. Ma come accade nella vita reale, anche se con scelte dolorose, le matasse vengono sbrogliate, e la vita continua, anche se per strade diverse, come avviene nel film, è il bellissimo monologo di LEONE alla fine lo dimostra. È la famiglia, il bene più prezioso.

Il film, che potrebbe essere anche una piece teatrale, oscilla tra il leggero e il tragico, tra l’impegno per le coppie arcobaleno e quello dei diritti legali alle adozioni, è ai figli in provetta. Fa sorridere e riflettere, è affronta i problemi delle coppie e della convivenza, che sono gli stessi, per tutti, senza alcuna distinzione di sesso. Come nei film di OZPETEK, l’ambientazione è in un mondo benestante, casa elegante, vestiti di PRADA, e un ristorante molto chic. Infatti PAOLO, interpretato benissimo da FILIPPO TIMI, sognava di fare l’architetto, ma invece ha un negozio di mobili, mentre SIMONE, l’altrettanto bravo FRANCESCO SCIANNA gestisce un ristorante, acquistato da SIMONE. PUCCIONI, autore anche della storia e della sceneggiatura, si rifà a parecchi generi di cinema. I personaggi di PAOLO e SIMONE hanno molto in comune con quelli di OZPETEK, attori bravi e belli, ma fanno l’occhiolino anche a IL VIZIETTO, e le scene dove litigano ricordano abbastanza quelle tra MICHAEL DOUGLAS e KATHLEEN TURNER nel celebre LA GUERRA DEI ROSES. Molto ruffiana la colonna sonora con le canzoni di BLANCO, rivelazione e vincitore con MAHMOUD del recente FESTIVAL DI SANREMO.

Molto bravo il LEONE di FRANCESCO GHEGHI che ha già all’attivo film come PADRENOSTRO, e MIO FRATELLO RINCORREVA I DINOSAURI. Un altro attore da tenere d’occhio è MATTEO OSCAR GIUGGIOLI, qui nel ruolo di DARIO il fratello omosessuale di ANNA, la ragazza di LEONE. In queste settimane è protagonista con STEFANO ACCORSI nella miniserie VOSTRO ONORE, su RAIUNO, e ha all’attivo un’altra grande fiction di successo, VIVI E LASCIA VIVERE. Voto 7.

Salvatore Caracciolohttps://www.casacaracciolo.it
Un Blog a 70 anni? Chissà quante persone si faranno questa domanda. Chi si crede di essere, diranno altri. Che presuntuoso, diranno in coro alcuni. Tranquilli, dico a tutti, non racconterò nulla, e non dirò niente su tante cose, anche se ne avrei da raccontare su molti. Continua

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