La Social Vita

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Gli ultimi 20 anni della nostra vita li possiamo racchiudere e confrontarli con due sigle :AS e DS, Avanti Social, e Dopo Social. È inutile negare come la nostra vita è irrimediabilmente cambiata, e a mio avviso, non in meglio. Non siamo migliorati, anzi siamo molto peggiorati e peggioriamo di giorno in giorno. Siamo tutti diventati Brutti Sporchi e Cattivi come nel film capolavoro di Ettore Scola?. Oggi i Social sono la nuova droga, usata da tutti perché gratis e legale, e che miete tante vittime, consapevoli o inconsapevoli. All’apparenza i Social sono terreni fertili dove nasce e cresce di tutto, dall’amore, poco, all’odio, di più. Sono strumenti che usiamo tutti, e non tutti nel modo giusto. I Social, lo dice la parola stessa, dovrebbero servire per socializzare, discutere, commentare e condividere interessi comuni, con tantissima gente, definiti “amici”. Ma non è così. O meglio non è più così. Oggi sono molte le categorie di persone che usano i social per tanto altro. I politici, per esempio, se ne sono impadroniti, e complici le loro immunità, ne hanno fatto uno strumento di potere per arrivare a più persone possibili. E non sempre lo fanno in modo corretto, anzi, ne hanno stravolto completamente il senso, pubblicando moltissime notizie false, con lo scopo spesso, di stravolgere totalmente le cose che accadono. E lo fanno investendoci danaro e forse per questo hanno “corsie preferenziali”. Ogni socia ha le sue regole, cosa buona e giusta,e che vanno rispettate sempre. Ma va detto anche che le regole dovrebbero essere per tutti, e non solo per alcune categorie.

Ma sono sicuro che non è così. Sappiamo che non si può incitare all’odio, offendere, dileggiare, non si può discriminare persone per le loro convinzioni religiose o per quello che fanno in camera da letto. Ma nonostante ciò si continua ad offendere e a discriminare, ad insultare, ad offendere. Ovviamente i Social a volte intervengono, e ti limitano l’account per qualche giorno o settimana. Sicuramente avranno dei mezzi di controllo rapidi ed efficaci, ma a mio avviso, manca una cosa fondamentale in questi provvedimenti, la facoltà di spiegarsi e avere spiegazioni. Non si può bloccare un account se poi le stesse cose, che hanno provocato il blocco, continuano ad essere visibili in altre pagine. Recentemente ho visto un post con la foto di una coppia gay che hanno adottato una bambina, non vi dico quanti commenti razzisti od omofobi c’erano. Molti erano con emoticon di disgusto, altre con immagini di persone che vomitavano nella tazza del water. Non ci vuole molto a capire che sono commenti omofobi, e quindi non accettabili dal social. Invece non succede nulla, ma se commenti uno di questi post è lì definisci omofobi vieni bloccato per “Bullismo”. Anche le immagini hanno delle regole. E anche qui ci sarebbe a mio avviso, da dire. Si permette la pubblicazione di video e foto in atteggiamenti provocanti, si accettano video con bambini e bambine in atteggiamenti non consoni all’età, e non succede nulla. Ma se pubblichi, per esempio, per accompagnare un post, una foto che si è vista in TV, su tutti i quotidiani e testate on line, che riguarda il recente Rito del bagno nel Gange, in India, vieni bloccato per contenuti sessuali, solo perché tra centinaia e centinaia di persone in foto, c’è ne è qualcuno seminudo. Ovviamente queste sono le regole e vanno accettate, ma un po di tolleranza, e di attenzione vera non guasterebbe da parte di queste comunità. Ma aldilà di questi casi, i social dovrebbero essere veramente molto attenti, se è possibile, per esempio ai profili falsi, senza informazioni e senza alcuna foto per capire se dietro quel profilo c’è una persona vera, oppure, il profilo ha altri intenti. Dovrebbero vietare l’apertura dei profili a persone responsabili, e soprattutto reali, invece puoi aprire tante pagine senza alcuna limitazione e difficoltà. A questo punto voglio ricordare il caso della bambina di Palermo, morta perche si è stretta al collo la cintura dell’accappatoio, aveva 10 profili. La RESPONSABILITÀ deve essere di chi pubblica, ma anche di chi permette di pubblicare.

Salvatore Caracciolohttps://www.casacaracciolo.it
Un Blog a 70 anni? Chissà quante persone si faranno questa domanda. Chi si crede di essere, diranno altri. Che presuntuoso, diranno in coro alcuni. Tranquilli, dico a tutti, non racconterò nulla, e non dirò niente su tante cose, anche se ne avrei da raccontare su molti. Continua

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