MANK, la storia della sceneggiatura di Quarto Potere, candidato a 10 premi Oscar

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Mank, la storia di come è nata la sceneggiatura di Quarto Potere, è il film con il maggior numero di candidature agli Oscar 2021. È canditato come miglior Film e migliore Regia, oltre a quelle di Gary Oldman, miglior attore protagonista, e Amanda Seyfreid come migliore attrice non protagonista. Nelle altre candidature, quella anche per la miglior Fotografia, che è tra le cose migliori del film, girato in un magnifico Bianco e Nero. È la storia di Herman Mankiewicz, famoso sceneggiatore nella Hollywood degli anni 30/40. Nel 1940 la RKO, fa un contratto ad un giovanissimo Orson Welles, aveva solo 24 anni, che gli garantisce, cosa straordinaria per quei tempi, assoluta libertà, creativa, e anche di scegliersi i collaboratori. Welles, da l’incarico a Mank, che si trova bloccato a letto in un ranch a causa di un incidente automobilistico. Welles gli dà due mesi di tempo. Ma Mank, a causa dell’incidente e ai problemi di alcol non riesce a scrivere, e quindi detta la sceneggiatura ad una segretaria. Il film si muove in due direzioni, due livelli narrativi e temporali, nel 1930 e nel 1940.La stesura ha parecchi intoppi, il primo è che ci sono troppi riferimenti a magnati, attori, registi ed attrici. Quello più importante è che a causa di questi riferimenti, la RKO, si rifiuta di produrre il film. Tra i tanti che tentavano di farlo desistere, c’era anche Orson Welles, il quale si offrì di rivedere e riscrivere insieme la nuova versione. Orson Welles voleva a tutti i costi fare il film. Un altro problema fu la richiesta di Mank di venire accreditato, anche se il contratto non lo prevedeva, lottò anche per questo perché era convinto che era la migliore sceneggiatura della sua vita. Welles ovviamente non era d’accordo, ma alla fine acconsentì. Il film si fece, e nel 1942 vinse l’Oscar come miglior sceneggiatura originale. Per la maggior parte della critica Quarto Potere è il miglior Film di tutti i tempi. Mankiewicz morì nel 1955 senza aver più scritto nulla. Gary Oldman è magnifico come attore, e incarna benissimo la personalità di chi lavorava nel cinema in quegli anni. Brava anche Amanda Seyfreid, che potrebbe avere il giusto riconoscimento dopo tanti film fatti. Non è un film per tutti i palati, è scritto benissimo, diretto altrettanto bene, girato in un bianco e nero straordinario.

Salvatore Caracciolohttps://www.casacaracciolo.it
Un Blog a 70 anni? Chissà quante persone si faranno questa domanda. Chi si crede di essere, diranno altri. Che presuntuoso, diranno in coro alcuni. Tranquilli, dico a tutti, non racconterò nulla, e non dirò niente su tante cose, anche se ne avrei da raccontare su molti. Continua

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