MADRES PARALELAS, IL FILM PIÙ FEMMINILE DI ALMODOVAR

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L’ultimo film di Almodovar, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, che ha fatto vincere la Coppa Volpi a Penelope Cruz, è un film pieno di donne. Qualcuno dirà che Almodovar ha sempre dato molta importanza alle donne il che è vero, ma mai come in questo Madres Paralelas. Tranne Arturo, l’antropolo forense, che ha una relazione con Janis, Penelope Cruz, che la rende madre, il resto sono tutte donne. Anche da parte dell’altra Madre Parallela, la minorenne Ana, Milena Smit, c’è solo la madre, il padre c’è solo telefonicamente. Chi dirige l’agenzia, dove lavora Janis che è una affermata fotografa, è una donna, Interpretata da Rossy de Palma. Ci sono cameriere, bambinaie, le donne del paese dove si conclude il film, c’è la nonna, le vicine di casa, insomma un variegato mondo al femminile. La storia inizia con un servizio fotografico di Janis. Per una rivista scientifica deve fotografare Arturo, un affascinante antropologo forense. A fine servizio, Janis chiede ad Arturo se può occuparsi di un fatto, successo durante il periodo franchista. Al paese natio c’è una fossa comune dove sono stati seppellite molti paesani, compreso il suo bisnonno, che furono arrestati e uccisi. Il paese vorrebbe conoscere la verità e soprattutto sapere chi c’è nella fossa comune. Inizia così la relazione tra i due. Arturo è sposato, e la moglie è malata di tumore. Janis rimane incinta, ma Arturo non si sente di affrontare la situazione. In ospedale al momento del parto Janis conosce Ana, anche lei prossima al parto. Tra le due nascerà un’amicizia e una complicità, Janis è felice, Ana no perché la sua è una gravidanza indesiderata. Sia Janis che Ana mettono al mondo una bambina. A questo punto il film cammina su due binari, la storia di Janis e quella di Ana, pur essendo madre parallele, i loro destini si incroceranno per sempre.

Chi si aspetta il classico film di Almodovar, probabilmente resterà deluso. Infatti è un film completamente diverso, pur essendo molto intimo, è povero di quel pathos, di quelle sorprese, di quei colpi inaspettati presenti in tutti i film di Almodovar. Ci sono scene bellissime, che ti coinvolgono, che creano aspettative, che purtroppo non arrivano. Anche la musica, che è un elemento fondamentale nel cinema di Almodovar, è quasi assente, e quando c’è è talmente in sottofondo che se ne perde il senso. Mancano tutti quei colori che danno calore, anche Madrid sembra triste,come sono tristi i costumi dei personaggi. Il tema della maternità, e il personaggio della madre di Ana, che fa l’attrice, ricorda un po’ alcune situazioni di Tutto su Mia Madre.

Penelope Cruz con questo film, ha vinto la Colpa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia come miglior attrice protagonista, brava sicuramente, ma è meno convincente degli altri ruoli almovodariani, per la precisione sono sette, che ha avuto in precedenza. È lontana dalle madri di Volver e Dolor y Gloria. Una madre molto intensa e quella di Ana, interpretata da Aitana Sanchez- Gijon, nel suo ruolo madre assente, che preferisce fare la tournée teatrale, è un’attrice, che accudire la figlia minorenne e la sua bambina. La Sanchez Gijon da noi è molto conosciuta per la serie Velvet e il film Il Profumo del Mosto Selvatico, con Keaunu Reeves, Antony Quinn e Giancarlo Giannini, remake del film diretto da Alessandro Blasetti nel 1942, Quattro Passi tra le Nuvole. Le donne tmnei film di Pedro Almodovar sono sempre grandi protagoniste, anche quando non sono “vere donne”. In Tutto su Mia Madre siamo tutti impazziti per il transessuale Agrado, e abbiamo anche “patito”per la sorte di Lola, il padre Esteban. Stessa cosa per il transessuale nel film La Legge del Desiderio interpretato da Carmen Maura indimenticabile attrice di Donne Sull’orlo di Una Crisi di Nervi. Altro elemento importante per Almodovar sono la musica e il cinema italiano, infatti molte volte Mina è stata protagonista con le sue canzoni, e Sophia Loren attraverso i personaggi interpretati da Penelope Cruz, soprattutto in Volver e Dolor y Gloria.In Madres Paralelas c’è lo zampino di Netflix che potrebbe portarlo direttamente agli Oscar, e magari gareggera’

Salvatore Caracciolohttps://www.casacaracciolo.it
Un Blog a 70 anni? Chissà quante persone si faranno questa domanda. Chi si crede di essere, diranno altri. Che presuntuoso, diranno in coro alcuni. Tranquilli, dico a tutti, non racconterò nulla, e non dirò niente su tante cose, anche se ne avrei da raccontare su molti. Continua

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